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Green Economy, verso un'ecologia integrata

4 Agosto 2021

Nel percorso verso la sostenibilità ambientale è importante che tutti i player del mondo siano coinvolti e attivi. Scindere i campi di azione limiterebbe l’efficacia degli sforzi mentre la sinergia di tutti gli stakeholder accelera il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi dell’Agenda ONU 2030. Ecco allora che l’economia gioca un ruolo chiave in questo progetto — per costruire un mondo più pulito, più verde. Parliamo di green economy: cos’è e quali azioni sono necessarie per costruirla?

La definizione di Green Economy

Il vocabolario Treccani registra la voce “Green Economy” come neologismo e ne offre questa definizione:

Forma economica in cui gli investimenti pubblici e privati mirano a ridurre le emissioni di carbonio e l'inquinamento, ad aumentare l'efficienza energetica e delle risorse, a evitare la perdita di biodiversità e conservare l’ecosistema.

In altre parole, la Green Economy è un modo differente di pensare e progettare i sistemi di produzione, considerando l’impatto che le attività economiche hanno sull’ambiente.

All’origine, occorrono governance aziendali che spostino il mirino dal profitto come unico obiettivo e che, nel fare impresa, si interessino anche alla tutela del pianeta e delle sue risorse.

Green Economy: il significato dietro agli slogan

Il termine Green economy spesso viene inteso come paradigma teorico ma il suo significato, al di là degli slogan e dei proclami, è più che mai concreto.

Infatti, attuare la green economy significa prima di tutto valutare e monitorare in modo analitico l’impatto ambientale delle decisioni e delle azioni, fatto tanto più complicato quanto più l’oggetto di studio è complesso, come uno stabilimento produttivo o una grande azienda.

In secondo luogo, questa forma economica prevede lo stanziamento di fondi dedicati all’implementazione dell’efficienza energetica, alla riduzione delle emissioni di CO2 e alla minimizzazione degli sprechi.

Gli investimenti degli enti privati devono poi essere supportati anche dalle iniziative pubbliche e governative, con interventi sul piano fiscale e normativo per premiare chi, nel proprio ambito di riferimento, agisce in direzione della sostenibilità ambientale.

In generale, la green economy prevede un insieme di azioni sistemiche e diffuse, un approccio concreto e molto sfidante, soprattutto per quelle realtà legate allo sfruttamento intensivo delle risorse.

Dietro agli slogan, in altre parole, c’è la chiamata a un cambio di passo radicale a livello globale e un appello per un impegno trasversale, puntuale, costante, verso un’ecologia integrata con le attività di business.

Green Economy, alcuni esempi

Il tema è dunque trasversale e richiede la partecipazione attiva di tutti i settori e di tutte le industrie. Infatti, per essere green non occorre unicamente impiegare energia proveniente da fonti rinnovabili e attuare politiche di riciclaggio dei rifiuti. Le iniziative per ridurre l’impatto ambientale si misurano su molti altri fronti.

Per esempio, si possono considerare green le attività edilizie volte all’efficientamento energetico degli ambienti, che quindi pongono particolare attenzione nella realizzazione degli infissi e dei sistemi di riscaldamento nella costruzione di nuovi edifici, evitando la dispersione del calore.

Anche il settore dei trasporti sta modificando radicalmente le proprie strutture per dare un contributo significativo. Per promuovere un’economia più verde, infatti, il settore automotive ha investito in modo sostanziale per immettere sul mercato veicoli sempre più sostenibili, ad alimentazione elettrica o ibrida. Gli investimenti proseguiranno anche nei prossimi anni per proporre mezzi a zero emissioni, a un costo sempre più accessibile, garantendo performance sempre migliori. Anche le attività di R&D legate all’idrogeno rientrano in questo processo di miglioramento continuo per promuovere una mobilità più rispettosa dell’ambiente.

Ma sono tante altre le industrie che stanno trasformando i propri processi per contribuire al contenimento del cambiamento climatico.

Green Economy, le aziende in prima linea

Ci sono dei vantaggi concreti per le aziende che si spendono in prima linea per attuare i principi della green economy. Tra le varie, si possono considerare l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse energetiche, delle materie prime, dei materiali di imballaggio.

Inoltre, tra i vantaggi indiretti, si annovera l’aumento di posizioni lavorative in settori nuovi legati appunto alla tutela delle risorse ambientali. Si tratta dei cosiddetti green jobs che portano nelle imprese nuove tecnologie e modalità per implementare i processi di produzione, gestione e riciclo.

La green economy di fatto comporta anche un vantaggio competitivo, determinando una crescita del PIL e del business, purché vengano attuate politiche più sostenibili, in modo da fermare il progressivo impoverimento delle risorse, il consumo eccessivo delle materie prime, la desertificazione e l’aumento dell’effetto serra.

A riprova del fatto che questo meccanismo virtuoso è possibile, concorrono i dati Eurostat che rilevano come in Europa la ricchezza prodotta dall’economia verde sia passata da 135 a 289 miliardi di euro negli ultimi 15 anni. A ciò si aggiunge il boom dell’occupazione sostenibile, con un aumento del 49% per i green jobs, contro un aumento del solo 6% per le occupazioni tradizionali.

La Green Economy in Italia: un obiettivo condiviso

La cultura della sostenibilità in Italia è sempre più diffusa, con qualche differenza sostanziale tra le regioni.
Molte aziende hanno investito in questi anni per limitare il proprio impatto sull’ambiente, migliorare le proprie performance in termini di sostenibilità e contribuire al conseguimento degli obiettivi fissati dall’Agenda ONU 2030.
Un dato rilevante è che l’Italia ha già raggiunto l’obiettivo europeo del 60% di riciclo di rifiuti urbani previsto per il 2025, grazie a una raccolta differenziata che va oltre il 70%.
Anche per quanto concerne le emissioni di gas serra, con 5,3 tonnellate pro capite, l’Italia è in una posizione lievemente migliore della media europea e registra una significativa diminuzione dal 2011 al 2019.
C’è una forte correlazione tra la dimensione economica e quella sociale e ambientale: le aree con un più robusto sistema produttivo riescono a garantire ai cittadini occupazione e redditi, con prestazioni di welfare migliori e maggiori investimenti nella tutela dell’ambiente e del territorio.

Le città più avanzate sono dunque quelle che hanno investito di più in strategie integrate di recupero delle aree urbane dismesse, provvedendo alla manutenzione del patrimonio edilizio, e realizzando infrastrutture volte a migliorare la mobilità urbana e abbattere smog e congestione del traffico.

Un panorama italiano nel complesso positivo, dunque, con tante province e tante aziende impegnate per avviare una ripresa economica fondata sui principi della green economy e in linea con il Green Deal dell’Unione Europea.

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Green Economy, gli investimenti

Ciò che può contribuire attivamente a ridurre gli sprechi e l’impatto ambientale è investire nell’innovazione e nello sviluppo di nuove tecnologie.

A concorrere al potenziamento di un’economia sempre più green interviene il piano di finanziamenti comunitari varato dall’UE per la ripresa post Covid-19. Il Next Generation EU prevede la dotazione di 750 miliardi di euro per rilanciare l’economia e gli investimenti privati, proprio con l’obiettivo di implementare un futuro più verde e a misura d’uomo.

Per il raggiungimento degli obiettivi, interessante l’osservazione di Cerved che nel proprio Rapporto Italia Sostenibile 2021 scrive, a favore di un approccio data-driven:

Misurare gli impatti è la chiave di ogni strategia di sviluppo sostenibile. In questo contesto le imprese stanno assumendo un ruolo determinante nel rilancio e nella crescita sostenibile dell’Italia. È in corso un’evoluzione, che l’emergenza Covid ha accelerato, delle culture e degli indirizzi di management: gli obiettivi di sostenibilità sociale e ambientale stanno assumendo un ruolo centrale nelle strategie finalizzate ad accrescere il valore d’impresa. Questo orientamento porta le aziende a farsi carico dell’impatto delle proprie attività sull’ecosistema a cui appartengono e sugli interessi dei numerosi soggetti con cui interagiscono: i lavoratori, la comunità, i fornitori e le imprese dell’indotto, gli investitori, i consumatori.

Altro elemento fondamentale per raggiungere la green economy in Italia è stanziare fondi, sia pubblici sia privati, per implementare la digitalizzazione, un elemento che molti osservatori considerano cruciale per rilanciare la crescita del Paese.

Anche in ambito finanziario, si stanno delineando nuovi orizzonti per gli investimenti ed è indicativo, a riguardo, il fatto che il Next Generation EU sarà finanziato al 30% con Green Bond emessi dall’Unione proprio ai fini di incentivare comportamenti finanziari a sostegno della sostenibilità.

Partire dalle aziende per costruire la Green Economy

In generale, sono sempre più numerose le imprese che investono per dare risvolti concreti alla propria Responsabilità Sociale d’Impresa.

Fra gli indicatori, si registra un aumento significativo di aziende che si sono impegnate per rientrare nei rigidi standard necessari per ottenere la certificazione ambientale internazionale ISO 14001. In particolare, per quanto riguarda l’Italia, a giugno 2019 sono state raggiunte le 21.200 unità certificate, registrando un aumento del 5% rispetto al 2018 e proseguendo il trend di crescita degli ultimi anni (dati ISPRA).

In crescita anche il numero delle aziende che ottengono la certificazione B Corp, ad oggi pari a 120 in Italia e oltre 4000 nel mondo.

Aderire ai valori della green economy per un’azienda significa adottare pratiche sostenibili a 360 gradi. Infatti, non si tratta solo di adattare i processi produttivi e organizzativi affinché siano più ecologici.

Si tratta anche di garantire un ambiente di lavoro sano, salubre e positivo per i dipendenti e di incidere positivamente nella zona in cui l’azienda opera, in modo da contribuire al benessere economico e sociale delle comunità locali.

Iniziative volte al recupero e alla valorizzazione del territorio così come investimenti rivolti alle realtà sociali, sportive e culturali concorrono a creare una cultura a impatto sostenibile, alla base della green economy.

In Italia non mancano gli esempi virtuosi e le aziende concorrono tra loro per offrire soluzioni sempre più efficaci e innovative.

Circular Mobility rientra senz’altro in questa spinta verso un futuro migliore. Il nuovo modello ispirato ai principi dell’economia circolare ideato da SIFÀ, infatti, coinvolge tutti i protagonisti della filiera automotive per offrire una nuova visione di sistema della mobilità, sempre più attuale e sostenibile.

Qui il link per leggere il Manifesto della Circular Mobility.

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Team Circular Mobility

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