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Autobus elettrici a emissioni zero: l’importanza del trasporto pubblico per la transizione ecologica

31 Agosto 2022

Gli autobus elettrici, e in generale tutti i mezzi di trasporto pubblico a basse emissioni di CO2, rappresentano un tassello fondamentale per rendere la sostenibilità ambientale  una pratica realizzabile e diffusa.
Infatti, tra le azioni mirate a diminuire l’impatto ambientale legato alle attività umane, rientra anche il concetto di mobilità sostenibile, e la riconsiderazione di tutte le dinamiche dannose per l’ecosistema terrestre.

I vantaggi dei mezzi di trasporto pubblico elettrici

Secondo uno studio realizzato dall’Università Bocconi con e Enel Foundation, gli autobus elettrici sono la scelta più conveniente riguardo i mezzi di trasporto per diversi motivi:

  1. rendono le città più pulite, grazie alla riduzione delle emissioni di CO2 e dell’inquinamento acustico;
  2. sono efficienti e sostenibili, poiché si riforniscono con energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili e ottimizzano i consumi;
  3. hanno costi ridotti, con un risparmio fino al 70% sui consumi e riduzione dei costi operativi.

È importante sottolineare l’ultimo punto, quello più problematico per le pubbliche amministrazioni: calcolando la vita media di un mezzo equivalente con motore termico, finora i costi di acquisto e gestione di un eBus sono stati di gran lunga superiori. Nel corso del 2022 l’obiettivo era il punto di pareggio, per arrivare al 2030 con un costo al chilometro dell’energia elettrica ulteriormente diminuito, che avrebbe reso gli autobus elettrici sempre più competitivi rispetto a quelli tradizionali. La pubblicazione dello studio (novembre 2021) è precedente ai rincari dell’energia dell’ultimo anno, per cui sarà necessario attendere i prossimi sviluppi per sapere se questo progresso potrà avvenire in ogni caso. Forse la sua realizzazione sarà possibile per la maggior parte attraverso la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Il vademecum di MOTUS-E sugli autobus elettrici comunque è molto chiaro: “Gli e-bus hanno già oggi, in alcuni casi, un Total Cost of Ownership (TCO) inferiore rispetto agli analoghi mezzi a diesel o metano. Il risparmio sui costi operativi è dunque un potente driver a favore dei bus elettrici”.

Ma perché i mezzi di trasporto elettrici rivestono un ruolo così importante per la transizione ecologica e lo sviluppo della green economy?

Autobus elettrici: un ruolo importante nella transizione energetica

Per capire il ruolo chiave dell’elettrificazione degli autobus nella transizione ecologica è utile consultare i dati dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che rileva le emissioni del trasporto stradale in Italia.
Viene reso noto così che nel 2019 il settore trasporti è stato responsabile del 25% delle emissioni di gas serra a livello nazionale e che il trasporto su strada in particolare ne produce il 92,6%.
In questi dati naturalmente sono inclusi tutti i tipi di mezzi su strada (autovetture, veicoli commerciali, autobus, motocicli, ecc.) ma il trasporto pubblico rappresenta un punto fondamentale per la vivibilità delle città, che può fornire ai cittadini una scelta davvero più ecologica per i propri servizi.

Quella della transizione verso l’elettrico dei mezzi pubblici rimane comunque una sfida tutt’altro che banale. Una delle maggiori difficoltà è la necessità di nuove infrastrutture e di un intero ecosistema di supporto complesso e articolato. Ci sono però vantaggi che solo gli ecobus possono garantire:

  • Bus-to-Grid (B2G): una tecnologia che consente ai veicoli elettrici – in questo caso gli autobus – di scambiare l’elettricità immagazzinata nelle proprie batterie con la Rete. Elemento che rientra nel concetto di smart-grid, un sistema per gestire la rete elettrica in modo intelligente grazie alle tecnologie digitali.
  • Riutilizzo delle batterie: un altro importante contributo dei bus elettrici, rilevato da MOTUS-E, è la possibilità di utilizzare le batterie da sostituire per applicazioni second life, “come ad esempio lo storage stazionario dell’energia proveniente da impianti fotovoltaici installati nei condomini, favorendo così la diffusione dell'autoconsumo collettivo”.

A livello europeo intanto le flotte di autobus elettrici continuano a crescere da diversi anni, così come i fornitori che si contendono il mercato.

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La diffusione dei mezzi pubblici elettrici in Europa

In Europa il numero dei mezzi pubblici elettrici aumenta di anno in anno. Se si prendono in considerazione solo gli autobus, le immatricolazioni del 2021 rispetto al 2020 sono aumentate del 48%, secondo i dati di Chatrou CME Solutions, e nel primo semestre del 2022 i bus a zero emissioni hanno raggiunto una quota del 30% nel mercato degli autobus urbani.

I costruttori più attivi fanno previsioni ottimistiche per il futuro: MAN punta a mettere su strada nel 2030 il 90% degli autobus urbani alimentati a batteria. La compagnia sta già distribuendo gli ordini del suo mezzo di punta, il Lion’s City E, in tutta Europa, in particolare su diverse città in Germania, Svizzera, Svezia e Danimarca.
In Lussemburgo, invece, è stata inaugurata la più grande flotta europea di minibus elettrici, composta da 89 veicoli, del marchio turco Karsan. Il governo lussemburghese si è posto l’obiettivo di decarbonizzare tutte le sue linee RGTR entro il 2030.
Anche in Italia l’intento è incentivare il rinnovamento del trasporto pubblico locale in linea con la transizione ecologica.

Bus elettrici in Italia: l’elettrificazione passa dagli incentivi

In Italia gli autobus elettrici sono oggetto di diversi piani di sviluppo governativi.
A luglio 2022 è stato firmato il decreto del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile (MIMS) che prevede incentivi pari a 50 milioni di euro rivolti alle imprese di trasporto passeggeri per l’acquisto di autobus nuovi di fabbrica, ad elevata sostenibilità ecologica, con eventuale e contestuale rottamazione di mezzi obsoleti.
Nell’ambito dell’investimento nella filiera degli autobus elettrici, sono stati stanziati poi 80 milioni di euro per l’Investimento 5.3 del PNRR M2C2 “Transizione energetica e mobilità sostenibile”, a cui potranno accedere tutte le imprese del settore sul territorio nazionale.

Intanto, le varie regioni stanno mettendo in atto il processo di sostituzione dei loro mezzi più inquinanti con bus elettrici per il TPL (Trasporto pubblico locale). Gli accordi per le linee urbane e extraurbane vedono il coinvolgimento della Consip, società di acquisti per le PA che da Gennaio 2022 ha gestito ordini per circa 1000 autobus.

Sono diverse anche le società che, oltre a sfruttare gli stanziamenti del PNRR, investono in nuovi autobus, come la GTT che per Torino ne ha acquistati 330 di cui 120 elettrici. Così come ATAC per Roma, che a inizio anno si è dotata di 70 autobus elettrici ibridi.

Uno dei progetti per Milano, invece, riguarda l’elettrificazione dei bus navetta tra la città e l’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, che Terravision, l’azienda di autobus aeroportuali, vorrebbe portare a compimento entro l’inizio dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026.

Un caso particolarmente virtuoso è quello della città di Bolzano: attraverso SASA, che gestisce il trasporto pubblico della provincia, la città trentina è stata la prima a dotarsi lo scorso anno di una flotta a emissioni zero. Gli autobus sono alimentati a idrogeno verde che, come quello delle auto a idrogeno della stessa tipologia, è totalmente prodotto con fonti rinnovabili. La provincia autonoma di Bolzano parteciperà anche al bando nazionale prevedendo l’acquisto di nuovi ecobus elettrici e a idrogeno.

L’elettrificazione dei mezzi, quindi, è rilevante non solo per le auto e, soprattutto in questo periodo, le pubbliche amministrazioni hanno diversi strumenti per facilitare la transizione energetica. I piani, gli incentivi e le risorse sono importanti per sviluppare nel nostro Paese le competenze che finora sono state esternalizzate e che possono rendere il territorio più indipendente a livello di materie prime ed energia.

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Team Circular Mobility

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