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Obiettivo 2035: l’Europa diventerà carbon neutral?

15 Settembre 2021

In un mercato già colpito dalle conseguenze della pandemia e dall’attuale crisi dei semiconduttori, il settore automotive è chiamato ad affrontare una sfida decisiva: il maxi piano denominato Fit For 55.

La Commissione Europea ha infatti messo a punto una proposta che prevede l’uscita dal mercato delle auto più inquinanti a partire dal 2035 e la vendita esclusiva di auto a zero emissioni. Per raggiungere questo ambizioso traguardo, l’UE ha inoltre innalzato il livello di riduzione di CO2 già dal 2030 che dovrà essere meno del 55%.

Tale piano prevede dunque la completa estromissione dal parco circolante di veicoli a metano o Gpl, ibride e ibride plug-in che al momento sono considerate più ecologiche delle vetture a benzina o diesel. Nella pratica, a partire dal 2035, sarà possibile acquistare esclusivamente modelli a propulsione elettrica o a idrogeno.

Una proposta che prima di diventare realtà dovrà in primis essere trasformata in legge e trovare un giusto accordo tra gli Stati Membri e solo successivamente essere votata in Parlamento. Un processo tutt’altro che semplice che ha aumentato il disorientamento tra i rappresentanti del settore. Infatti, la data di scadenza del 2035 ha allarmato gran parte del settore automobilistico in quanto la maggior parte dei marchi ha già fissato autonomamente un termine alle vendite di automobili a motore termico e il settore nel suo insieme - composto anche dalle aziende che producono la componentistica - farà più fatica a riconvertirsi.

Analizziamo nel dettaglio i punti salienti del piano Fit For 55.

L’impatto climatico del settore trasporti

Negli ultimi anni il settore dei trasporti non è stato in grado di ridurre il proprio impatto climatico a differenza di altri settori di business: si stima che le auto private siano responsabili del 12% di CO2 prodotto in Europa. I provvedimenti presi dall’UE mirano dunque a ridurre del 55% le emissioni di anidride carbonica rispetto al 1990 entro il 2030 e che interessano tutti i settori produttivi, compreso quello automotive e dei trasporti più in generale.

Fino allo scorso settembre l'obiettivo era di una riduzione del 40%, ma sul tema delle emissioni c'è stata un'accelerazione decisiva per vedere realizzato l'obiettivo finale della neutralità europea entro il 2050, traguardo stabilito dal Green Deal del 2019.

Come spiega il Comitato europeo, l’obiettivo di diventare carbon neutral entro il 2035 sarà perseguito gradualmente attraverso la creazione di un nuovo mercato della CO2 per il trasporto su gomma e per gli edifici. Gli introiti genereranno un fondo sociale messo a disposizione per il clima dal valore stimato di 70 miliardi di euro in 7 anni con cui l’Ue potrebbe cofinanziare al 50% regimi di incentivazione nazionale per l’acquisto di auto a zero emissioni e la riqualificazione energetica degli edifici.

Il prezzo del carbonio e le tasse sui carburanti

Nella strategia del piano Fit For 55 sarà necessario fare affidamento sul sistema Ets (Emission Trading Scheme), un sistema di scambio di quote di emissione dell’UE che fissa un prezzo per il carbonio e abbassa il tetto delle emissioni annue di determinati settori. Negli ultimi anni tale sistema ha ridotto con discreto successo le emissioni della produzione di energia e delle industrie ad alta intensità energetica del 42,8%. Con tale piano, l’Europa ha intenzione di dare un taglio ulteriore alla produzione di emissioni e di aumentare il tasso di riduzione.

Una delle proposte dichiarate da Bruxelles è quella di alzare le imposte dei carburanti e, in parallelo, diminuire quelle sull’elettricità: in pratica, si passerà dalla tassazione dell’energia basata sui volumi a una basata sul contenuto energetico dei combustibili.

Il nuovo sistema dovrebbe essere applicato gradualmente dal 2023 e Bruxelles prevede che la tassazione minima sulla benzina passerebbe da 0,359 a 0,385 centesimi al litro, quella sul gasolio da 0,330 a 0,419 centesimi al litro. Per contro, le imposte minime sull’elettricità caleranno da un euro a Megawatt/ora a 58 centesimi.

Tassazione sulle emissioni anche per navi e aerei

Non restano esclusi dal nuovo sistema di tassazione neanche i settori del trasporto aereo e marittimo. Infatti, per promuovere l’utilizzo di carburanti più puliti, dal 2026 anche aerei e navi saranno soggetti al medesimo schema di tassazione e si contempla anche l’obbligo per gli aerei in partenza da scali europei di rifornimento con una miscela di carburanti sostenibili. 

Verso l’elettrico: a che punto siamo?

Come ha confermato la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, l'obiettivo dell'Ue è "rendere l'Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico. Abbiamo fatto molta strada e ora sappiamo dove dobbiamo andare e cosa dobbiamo fare per arrivarci. La nostra economia basata su combustibili fossili ha raggiunto i suoi limiti, dobbiamo andare verso un nuovo modello basato sull'energia pulita". Sul comparto automotive la Presidente della Commissione ha aggiunto che "già una dozzina di produttori ha annunciato che cambierà la propria politica per raggiungere gli obiettivi climatici".

Da tempo, infatti, le strategie di elettrificazione delle diverse Case automobilistiche sono sempre più orientate verso una maggiore quota di produzione di auto elettriche. Ma tali obiettivi, ad oggi, sono ancora lontani dall’essere perseguibili nella realtà in quanto sono svariati i limiti che rallentano l’elettrificazione del parco auto circolante nel nostro continente.

Secondo il Green Deal europeo i punti di ricarica pubblici per automobili dovranno raggiungere un milione in Europa entro il 2025 e tre milioni entro il 2030. Per raggiungere un così ambizioso risultato nella nuova proposta del Fit for 55 si prevedono 15 miliardi di investimenti sia pubblici sia privati per aumentare i punti di ricarica.

L’idea è quella di installare sulle principali autostrade stazioni di ricarica elettrica ogni 60 km e stazioni di rifornimento per l'idrogeno ogni 150 km. Tuttavia, alla fine del 2020 il numero di colonnine era di appena 224.227 punti di ricarica per le elettriche, in buona parte concentrati in Olanda (29,7%), Francia (20,4%) e Germania (19,9%). In Italia sono 13.073 ovvero il 5,8%. Le stazioni di rifornimento per l'idrogeno sono ancora più esigue, con appena 125 stazioni in tutta l'Unione europea

Lo sconcerto dei costruttori auto

Sebbene nel comparto auto già una dozzina di costruttori abbia annunciato che cambierà la propria politica per raggiungere gli obiettivi climatici, la maggior parte ha mostrato la propria difficoltà a rispettare i termini della proposta entro il 2035. Come dichiara Acea, l’Associazione europea dei costruttori auto, i membri dell’associazione “sostengono l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e investono miliardi di euro in tecnologie innovative e sostenibili”, tuttavia “vietare una singola tecnologia non è una soluzione razionale in questa fase, soprattutto quando l'Europa sta ancora lottando per creare le giuste condizioni abilitanti per i veicoli a propulsione alternativa”. Anche l’Associazione italiana dei costruttori, Anfia, mostra una chiara preoccupazione in quanto “pur consapevoli dell'importante ruolo che l'industria automotive può giocare nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione del Green Deal europeo, riteniamo che lo sforzo richiesto dall'attuale proposta non tenga in debito conto gli impatti industriali, economici e sociali di scelte così ambiziose e categoriche”.

Le Case automobilistiche che hanno detto “stop”

Volkswagen prevede di smettere di vendere veicoli con motore a combustione in Europa entro il 2035

Klaus Zellmer, membro del consiglio di amministrazione di Volkswagen per le vendite, ha annunciato che l’azienda “uscirà dal business delle auto con motore a combustione interna in Europa tra il 2033 e il 2035". Ha tuttavia annunciato che i tempi di esecuzione dello stop alla vendita di motori a combustione saranno lunghi sia negli Stati Uniti sia in Cina, per non parlare del Sud America e dell’Africa. Zellmer ha dichiarato che l'intera flotta della Casa automobilistica sarà carbon neutral al più tardi entro il 2050. In parallelo, il Gruppo vuole che i veicoli elettrici rappresentino il 70% delle vendite totali dell'azienda in Europa entro il 2030.

Audi produrrà il suo ultimo motore a combustione interna entro il 2033

Anche Audi ha annunciato di aver fissato nel 2033 la produzione del suo ultimo motore a combustione e di voler lanciare, entro il 2026, solo nuovi veicoli elettrici. Il processo è complicato in quanto le Case automobilistiche che hanno un'eredità di veicoli a gas devono valutare l'adozione dei nuovi modelli da parte dei clienti nel tempo e cercare di eliminare gradualmente la loro produzione di motori a combustione interna per non “ridurre” troppo il loro business durante la transizione verso una mobilità elettrica. Nel contempo, Audi sta già lanciando quest'anno – con i nuovi modelli e-tron GT, RS e-tron GT, Q4 e-tron e Q4 Sportback e-tron – più auto elettriche che modelli con motori a combustione. Entro il 2025, infatti, il marchio mira ad avere più di 20 modelli elettrici nella sua gamma.

Lamborghini annuncia il piano per un'auto completamente elettrica prima del 2030

Una delle Case produttrici italiane più rinomate al mondo ha annunciato che lancerà un'auto completamente elettrica nella seconda metà di questo decennio. Lamborghini ha infatti stabilito una tabella di marcia per la decarbonizzazione dei futuri modelli Lamborghini e del sito di Sant'Agata Bolognese, ovvero la sede centrale della sua fabbrica. I prossimi dieci anni vedranno dunque la transizione dell'azienda verso modelli ibridi prima di lanciare un'auto completamente elettrica. La tabella di marcia della Lamborghini comprende tre fasi: la prima, per il 2021 e il 2022, vede l'azienda rimanere concentrata sui modelli con motore a combustione, con due nuove vetture nella line-up del modello V12 che saranno annunciate quest'anno; la seconda fase rifletterebbe una "transizione ibrida" che avrebbe luogo entro la fine del 2024; la terza e ultima fase vedrebbe la Casa automobilistica lanciare la sua prima Lamborghini completamente elettrica entro il 2030.

Mini introdurrà l'ultimo modello a combustibile nel 2025 e diventerà completamente elettrica entro il 2030

Anche Mini ha dichiarato lo stop alla vendita di auto a benzina e diesel entro il 2030, introducendo il suo ultimo modello nel 2025: questo piano renderebbe dunque Mini il primo marchio del gruppo BMW a diventare completamente elettrico. L’azienda attualmente produce già un veicolo elettrico, la Mini Cooper SE, ma ha in previsione di incrementare la sua linea EV con un crossover e un furgone autonomo. La decisione di diventare completamente elettrica è importante dato che la Germania, il Regno Unito e in generale gran parte dei Paesi europei e alcuni americani sembrano pianificare la fine delle vendite di veicoli a gas a partire dal 2030. La Cina, il più grande mercato di BMW, invece prevede di vietare i veicoli non ibridi a partire dal 2035.

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Team Circular Mobility

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