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5G per la lotta alle emissioni: come questo strumento digitale aiuterà a contenere i consumi energetici

29 Settembre 2022

Le applicazioni intelligenti per la Smart City, basate sullo sfruttamento delle potenzialità delle tecnologie IoT associate all’infrastruttura di rete 5G e alla blockchain, possono essere il punto di svolta per rendere più innovativi e sostenibili molti settori ad alta intensità di emissioni, quali energia, trasporto, manifatturiero ed edilizio. Il 5G, infatti, ad oggi rappresenta una degli strumenti digitali più efficienti a cui le aziende possono far riferimento per accelerare il processo di decarbonizzazione. Il binomio IoT- 5G può di fatto assicurare un risparmio annuale di emissioni tra i 55 e i 170 milioni di tonnellate di CO2 (l’equivalente di un’auto su sette in meno per le strade dell’Unione Europea, dunque oltre 35 milioni di veicoli).

Secondo Ericsson – Gruppo leader da anni nella ricerca del 5G – non basta infatti intraprendere un percorso di sostenibilità per abbattere il livello di emissioni, ma è necessario associare questo a un cambiamento di mentalità che consenta di indurre comportamenti più responsabili anche negli ambiti lavorativi, sociali e privati. In tal senso, le reti di nuova generazione potranno davvero fare la differenza ed esercitare un impatto positivo su comparti con considerevole consumo energetico. 

5G: come aiuta la sostenibilità

Con il sempre più repentino sviluppo tecnologico, si è registrato un aumento sostanziale del traffico delle reti mobili di circa 300 volte tanto rispetto a dieci anni fa: si è passati infatti da poco meno di 0.25EB al mese nel 2011 ai 65EB attuali (dove EB sta per exabyte, ovvero l’unità di misura della quantità di dati). Nello specifico, questa importante crescita è dovuta sia alla maggiore copertura digitale della popolazione sia alla presenza di più generazioni di reti cellulari. Si parla dunque di un aumento di circa il 64% del consumo globale di energia utilizzata dalle reti, una crescita destinata a lievitare insieme all’aumento del traffico dati da dispositivi elettronici, che quadruplicherà da qui fino al 2025. Infatti, l’introduzione di ogni generazione mobile ha portato all’aumento dei consumi energetici poiché nuovi apparati sono stati aggiunti alla infrastrutture già esistenti, con un consequenziale incremento dei consumi di energia.

Per la rete 5G, però, si vuole trovare un’alternativa che invece di consumare aiuti a limitare il dispendio energetico.

Con la più recente sensibilizzazione alle questioni ambientali, infatti, la nuova rete non ha solo l’obiettivo di supportare la crescente domanda di dati, ma anche aiutare a limitare lo sfruttamento energetico. Il punto chiave infatti risiede nella rete di accesso radio (RAN), ovvero dove avviene la maggior parte del consumo energetico delle rete mobili. La rete 5G, però, si è imposta come standard a consumo ridotto rispetto alla rete 4G, ovvero come tecnologia in grado di utilizzare meno energia per trasmettere più dati diminuendo il vantaggio richiesto per ogni bit di traffico Internet. Questo grazie al design ultra-lean dello standard 5G New Radio (NR) che può diminuire drasticamente il consumo di energia della rete rispetto a qualsiasi standard precedente.

Il valore del 5G applicato ai vari settori ad alta intensità di emissioni

Una delle conseguenze più immediate che un rafforzamento della rete 5G potrebbe comportare, è un taglio di emissioni tale da essere paragonato all’eliminazione di 1 auto ogni 7 in circolazione, andando a ridurre dunque il traffico del 15%. In un processo ovviamente graduale, l’utilizzo del 5G – esercitato soprattutto in ambito lavorativo dove la connettività e la digitalizzazione sono necessari – potrebbe ridurre pesantemente i viaggi di lavoro e gli spostamenti casa-ufficio.

Sempre secondo lo studio di Ericsson, l’impatto del 5G potrebbe comportare tagli in termini di emissioni tra i 55 e i 170 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Tali dati sono rilevanti se si considera che circa il 40% delle soluzioni per la riduzione delle emissioni adottate dall’Unione Europea fino al 2030 si baserà essenzialmente su connettività e mobile. Una connettività che, nell’ambito energetico, nasce soprattutto dallo sviluppo di generatori per produrre energia rinnovabile, andando a ridurre le emissioni dell’UE di 550 milioni di tonnellate di biossido di carbonio.

Se si applicassero i benefici del 5G e si sviluppasse la rete infrastrutturale in tutti gli ambiti ad alto consumo energetico, l’Unione Europea potrebbe ridurre complessivamente del 20% le sue emissioni totali di CO2. Come ha dichiarato Börje Ekholm, Presidente e CEO di Ericsson: “Oggi, se guardiamo all’implementazione del 5G, l’Europa sta camminando verso un futuro più digitale e a basse emissioni di carbonio, mentre altre aree del mondo stanno correndo verso la stessa direzione. I politici e i regolatori hanno un ruolo importante da svolgere, riconoscendo il potenziale economico, sociale e sostenibile del 5G e lavorando rapidamente tutti insieme per eliminare gli ostacoli pratici, normativi e finanziari in modo che le persone, le imprese, le industrie e le società di tutta Europa possano godere dei benefici”.

5G per la mobilità sostenibile

Nell’ambito automotive, il 5G rappresenta il punto di svolta in quanto è applicabile a molti ambiti della mobilità del futuro: veicoli a guida autonoma, reti intelligenti, Smart City, gestione dei robot e macchinari per la produzione delle auto.

Il binomio 5G-IoT rappresenta infatti una combinazione perfetta per la mobilità sostenibile in quanto supporta miliardi di dispositivi connessi, senza tralasciare il giusto bilanciamento tra velocità, latenza e costi. Ciò garantisce dunque un più alto livello di sostenibilità, in termini di tutela ambientale, efficienza energetica e riduzione delle emissioni in quanto tale binomio rende possibile l’accesso ai dati in modo trasparente, tanto da analizzare in maniera più veloce e sicura le azioni legate ai mezzi di trasporto: monitorare gli spostamenti delle auto, analizzare il fabbisogno energetico e il consumo in tempo reale ottimizzando l’utilizzo dell’energia e riducendo dunque i livelli di emissioni di carbonio nell’aria.

Secondo uno studio condotto dall’Università di Zurigo e dall’Empa – il laboratorio del Politecnico di Zurigo che si occupa di scienza dei materiali – entro il 2030 la rete 5G dovrebbe consentire una riduzione dell’85% di emissioni per unità di dati trasportati rispetto alle reti mobili di oggi.

In parallelo, i vantaggi legati alla mobilità sono svariati e necessari. Un esempio è la comunicazione V2V (Vehicle to Vehicle) e V2I (Vehicle to Infrastructure) in tempo reale, che garantisce un alto livello di viabilità e sicurezza delle smart car.

Per quanto riguarda invece la mobilità urbana, la connessione tra 5G, IoT e Smart City è inevitabile. Non si tratta soltanto dello sviluppo dei mezzi di trasporto a livello tecnologico, ma soprattutto di una maggiore efficienza gestionale in termini di ripensamento complessivo dell’approccio alla mobilità urbana. Una gestione guidata dai dati e dall’utilizzo della rete 5G per diffondere in tempo reale agli utenti determinati tipi di informazioni utili a individuare nell’immediato il tragitto e il mezzo più efficaci e più efficienti per coprire una determinata distanza, indicare a driver le tratte migliori per evitare ingorghi o incidenti o per individuare i parcheggi liberi più vicini.

È innegabile che la rete 5G, insieme all’Intelligenza Artificiale, possa attualizzare nel concreto il concetto stesso di Smart City aprendo la strada a una serie di nuove applicazioni legate, ad esempio, al monitoraggio della qualità dell’aria, al ridimensionamento dei modelli di traffico e della viabilità delle città, alla gestione dei sistemi di illuminazione, all’implementazione di soluzioni di parcheggio intelligente, ecc. Creare, nel concreto, un ecosistema nel quale si possano migliorare in tempi record alcuni aspetti che influenzano la qualità della vita nei centri urbani, sia dal punto di vista sociale sia ambientale.

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Team Circular Mobility

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