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Il cambiamento climatico: causa, conseguenze e soluzioni dall’ultimo rapporto dell’ONU

28 Marzo 2023

L’ultimo rapporto sul cambiamento climatico dell’IPCC parla chiaro: “Un'azione urgente per il clima può garantire un futuro vivibile per tutti”. L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è il principale organismo scientifico internazionale per lo studio dei cambiamenti climatici e il 20 marzo 2023 ha pubblicato il documento finale del suo Sesto rapporto di valutazione.
Il rapporto di sintesi conclusivo non presenta novità rispetto alle analisi già diffuse negli ultimi due anni, ma riassume tutte le ricerche prodotte in un formato più fruibile e ribadisce la necessità di agire in modo tempestivo sui cambiamenti climatici.
Le precedenti sezioni del rapporto avevano trattato delle basi fisico-scientifiche, degli impatti e della mitigazione dei cambiamenti climatici, in particolare di come ridurre le emissioni e il riscaldamento globale.

Le attività umane e le cause del riscaldamento globale

Le cause del cambiamento climatico e del riscaldamento globale sono legate indissolubilmente alle attività umane: l’uso di combustibili fossili, l'abbattimento delle foreste e l'allevamento intensivo di bestiame hanno riscaldato l’atmosfera, l’oceano e il suolo. Queste attività aggiungono enormi quantità di gas serra a quelle naturalmente presenti nell’atmosfera, alimentando l’effetto serra e il riscaldamento globale. Inoltre, molti di questi cambiamenti in atto, come lo scioglimento delle calotte glaciali e l’aumento del livello del mare, saranno irreversibili per centinaia o migliaia di anni. 

Perché è indubbia l’influenza dell’uomo in questi cambiamenti? La causa principale dei cambiamenti climatici rimane l'effetto serra e le attività umane fanno aumentare la concentrazione nell’atmosfera di alcuni gas già presenti in natura, in particolare:

  • anidride carbonica (CO2): le cui emissioni sono causate da combustione di carbone, petrolio e gas e dalla deforestazione;
  • metano: l’allevamento intensivo di bestiame contribuisce ad aumentare i livelli di metano, prodotto da bovini e gli ovini durante il processo di digestione;
  • ossido di azoto: le emissioni aumentano con l’uso di fertilizzanti azotati e a causa della combustione di carbone, petrolio e gas;
  • gas fluorurati: emessi da strumentazioni e prodotti che utilizzano tali gas. Queste emissioni causano un effetto serra fino a 23.000 volte più forte di quello provocato dalla CO2.

L’anidride carbonica prodotta dall’uomo è quindi il principale fattore del riscaldamento globale e nel 2020 la concentrazione nell'atmosfera superava del 48% il livello preindustriale (prima del 1750).
Tuttavia, come l’uomo ne è la causa, così può esserne la soluzione: la riduzione drastica e costante delle emissioni di CO2 e di altri gas serra, limiterebbe le conseguenze che già si stanno verificando. 

Quali sono le conseguenze del cambiamento climatico?

In tutto il mondo sono visibili le conseguenze del cambiamento climatico e del riscaldamento globale che si ripercuotono in diversi aspetti su tutto l’ecosistema:
  • Aumento temperature: secondo la Commissione Europea il decennio 2011-2020 è stato il più caldo mai registrato, con una temperatura media globale di 1,1°C al di sopra dei livelli preindustriali nel 2019;
  • Scioglimento dei ghiacciai: il ghiaccio marino artico è diminuito in media del 12,85% per decennio, mentre continua lo scioglimento del permafrost, la perdita della copertura nevosa stagionale, lo scioglimento dei ghiacciai e della calotta polare;
  • Innalzamento del livello del mare: il livello medio del mare cresce mediamente di 3,3 millimetri all'anno dal 1870. Per quanto riguarda il Mediterraneo, ad esempio, entro il 2100 migliaia di chilometri quadrati di aree costiere italiane rischiano di essere sommerse dal mare, in assenza di interventi di mitigazione e adattamento;
  • Diffusione di fenomeni meteorologici estremi: sono sempre più frequenti le ondate di calore, terrestri e marine, le alluvioni, i cicloni tropicali intensi, la siccità che in alcune regioni mette a dura prova l’agricoltura, la flora e la fauna;
  • Perdita della biodiversità: il cambiamento climatico sta minacciando molte specie animali e vegetali, che per sopravvivere si spostano da un ecosistema all’altro, creando danni incalcolabili alla biodiversità in tutto il mondo.

Le conseguenze del cambiamento climatico riguardano tutto il Pianeta, ma quali sarebbero gli effetti sul nostro Paese in particolare?

Il cambiamento climatico in Italia

Il cambiamento climatico in Italia è oggetto dell'Analisi del rischio CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) che ha studiato diversi scenari per il nostro Paese dal punto di vista dei rischi e delle aree di intervento.

Per quanto riguarda il clima si valuta un aumento della temperatura fino a 2°C nel periodo 2021-2050 (rispetto a 1981-2010), che nello scenario peggiore è di 5°C.
Mentre diminuiscono le precipitazioni estive nelle regioni del centro e del Sud, aumentano gli eventi con precipitazioni intense. In tutti gli scenari futuri cresce il numero di giorni caldi e dei periodi senza pioggia.

Questi due fattori, aumento delle temperature e riduzione delle piogge accrescono i rischi in diversi ambiti:

  • Rischio in città: le ondate di calore si acuiscono in città, portando le temperature a +5/10°C rispetto ad altre aree e peggiorando la qualità dell’aria e l’inquinamento. In città aumenta anche il rischio di alluvione a causa dell’urbanizzazione scarsamente controllata, delle caratteristiche geografiche e geo-idrologiche e dei suoli impermeabili. Le conseguenze si ripercuotono anche sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini;
  • Rischio idro-geologico: le temperature elevate accelerano lo scioglimento dei ghiacciai e la quantità di pioggia intensa che cade in un arco di tempo molto breve aumenta anche il rischio frane;
  • Rischio per le risorse idriche: diminuisce la quantità di acqua disponibile, aumentando la competizione tra settori (turismo, industria, produzione energia elettrica, agricoltura), e ne risente anche la qualità, le alluvioni infatti aumentano l’apporto di nutrienti e contaminanti nei corpi idrici e le riserve sotterranee costiere di acqua dolce sono maggiormente esposte ad aumento di salinità;
  • Rischio per il settore agricolo: l’aumento della temperatura media e la diminuzione delle piogge totali all’anno incidono sulla disponibilità idrica, sul ciclo di vita delle piante e sul benessere del bestiame;
  • Rischio incendi boschivi: aumenta il rischio di incendi (20%), la durata della stagione degli incendi (+20-40 giorni/anno) e la superficie percorsa da incendi (+ 21-43%). Inoltre più sono estese le aree bruciate, più cresce la produzione di CO2 e particolato con impatti sulla salute.

Non da ultimo, i cambiamenti climatici si ripercuotono negativamente anche sull’economia e sulla società: “possono costare fino all’8% del PIL pro capite, acuire le differenze tra Nord e Sud, tra fasce di popolazione più povere e più ricche e insistere su una serie di settori strategici per l'Italia”(dal rapporto Analisi del rischio CMCC) .

Le soluzioni al cambiamento climatico: l’intervento delle Nazioni Unite

Per quanto riguarda le soluzioni per il cambiamento climatico a livello mondiale, la Conferenza delle Parti del 2015 (COP 21) ha sancito l’accordo internazionale di Parigi tra gli Stati membri dell’ONU con degli obiettivi a lungo termine per contrastare il cambiamento climatico e raggiungere la decarbonizzazione.

Alla COP27, di novembre 2022, si sono discusse altre tappe del percorso per il raggiungimento degli obiettivi di Parigi: dal programma per dimezzare le emissioni globali entro il 2030, alla realizzazione di progressi sui negoziati per l’adattamento globale e il sostegno all’adattamento e alla resilienza, al sostegno ai Paesi emergenti per affrontare i danni più gravi derivanti dalla crisi climatica (“Loss and Damage”), fino all’incentivazione dei finanziamenti già stabiliti (100 miliardi di dollari per il periodo 2020-2025) e di quelli ancora da definire (nuovo obiettivo di finanziamento per il clima dopo il 2025).

Il cammino da percorrere per la decarbonizzazione inizia necessariamente dalla transizione energetica, il passaggio dalle fonti energetiche basate sui combustibili fossili alle fonti rinnovabili a zero emissioni di carbonio. In questa direzione si muove anche l’elettrificazione dei consumi, compresa la mobilità. Le conseguenze del cambiamento climatico ormai sono chiare, così come i dati sulle previsioni future, quello che serve è soprattutto un cambiamento culturale, che parte dalla società e anche dai singoli individui.

auto-elettrica

10 modi per contrastare il cambiamento climatico

Cosa fare quindi per il cambiamento climatico singolarmente e quotidianamente?
Ognuno ha la possibilità di limitare gli effetti dei cambiamenti climatici con alcune azioni individuali, qui riassunte dall’ONU:

  • Risparmiare energia in casa: abbassare gli impianti di riscaldamento e raffreddamento, usare lampadine a LED e dispositivi elettrici efficienti sotto il profilo energetico sono alcuni suggerimenti utili per la quotidianità;
  • Camminare, pedalare o usare i trasporti pubblici: per contribuire a ridurre le emissioni di CO2;
  • Mangiare più verdura: verdura, frutta, grani interi, legumi, frutta secca e semi impattano meno sull’ambiente rispetto a carne e latticini;
  • Pensare a come viaggiare: gli aerei producono considerevoli emissioni di gas a effetto serra. Di conseguenza volare meno è uno dei modi più rapidi per ridurre il proprio impatto ambientale;
  • Buttare meno cibo: consumare ciò che si compra e compostare gli avanzi significa non sprecare le risorse e l'energia che sono stati utilizzati per coltivare, produrre, confezionare e trasportare il cibo;
  • Ridurre, riusare, riparare e riciclare: per proteggere il nostro clima, possiamo acquistare meno oggetti, comprare di seconda mano, riparare ciò che può e riciclare;
  • Cambiare la fonte di energia in casa: se possibile è meglio passare a fonti rinnovabili come l'energia eolica o solare;
  • Passare a un veicolo elettrico: le auto elettriche contribuiscono a ridurre l'inquinamento atmosferico e producono molte meno emissioni di gas a effetto serra rispetto ai veicoli alimentati a gas o a diesel;
  • Scegliere prodotti rispettosi dell'ambiente: anche le scelte d'acquisto sono importanti, come comprare alimenti locali e di stagione e da imprese che utilizzano le risorse in maniera responsabile.

L’ultima azione, non meno importante, è far sentire la propria voce, convincere altre persone a intervenire in prima persona e fare la differenza a partire dalla propria casa e dalla propria comunità.

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Team Circular Mobility

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