Colonnine elettriche
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In arrivo il bonus colonnine elettriche di ricarica: come ottenere gli incentivi

12 Gennaio 2022

Il bonus per le colonnine di ricarica delle auto elettriche previsto per il 2022 è un tema che sta destando molta attenzione. Può essere definito un ulteriore passo, sul piano governativo, verso una mobilità più sostenibile.
Uno dei principali ostacoli alla diffusione dei veicoli elettrici in Italia è, infatti, la carenza delle infrastrutture di ricarica sul territorio. Già nel 2020 si è cominciato a incrementare la rete delle stazioni di ricarica, come indica il rapporto di MOTUS-E sui dati del 2020: “Nonostante i rallentamenti generali per effetto del Covid-19 e del lockdown, quella del 2020 è stata comunque un’ottima annata per la mobilità elettrica in Italia. […] Nel corso del 2020 le installazioni sono cresciute mediamente del 39% […], sono passate da 7.203 a 9.709 (+2.506), mentre i punti di ricarica da 13.721 a 19.324 (+5.602). La ripartizione media delle infrastrutture pubbliche è dell’80% su suolo pubblico e del 20% su suolo privato a uso pubblico (es. supermercati o centri commerciali)”.
Purtroppo, circa il 21% di esse risulta attualmente non utilizzabile per il mancato collegamento alla rete elettrica o per altre motivazioni autorizzative. Inoltre si sottolinea la necessità di una diffusione più capillare delle stazioni di ricarica, soprattutto nelle aree di servizio e lungo le arterie autostradali.

Cosa comprendono e a chi sono rivolti gli incentivi per colonnine e auto elettriche

auto elettriche manutezione

L’ammontare dei fondi sbloccati per il bonus, incentivo che comprende l’installazione e l’acquisto di colonnine elettriche, è di 90 milioni di euro. Leggendo il decreto del MITE (Ministero per la Transizione Ecologica), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 ottobre 2021, si scopre quindi che possono usufruire del bonus sia persone fisiche che svolgono attività d’impresa, sia soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società (IRES), per cui enti pubblici e privati, società e trust che hanno come oggetto principale l’esercizio di attività commerciale. Il bonus per le colonnine elettriche è a disposizione in conto capitale e può raggiungere al massimo il 40% delle spese ammissibili, tutte soggette a fatturazione elettronica. In particolare le spese comprendono:

  • l’acquisto e la messa in opera delle infrastrutture di ricarica, inclusa l’installazione di colonnine, impianti elettrici, opere edili correlate e strettamente necessarie e impianti di monitoraggio;
  • i costi per la connessione alla rete elettrica e di connessione per un massimale del 10%;
  • i costi di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi, nel limite del 10%.

Per quanto riguarda le aziende, tra le condizioni fondamentali per usufruire degli incentivi c’è la residenza in Italia, l’iscrizione al Registro delle imprese, non essere in situazione di difficoltà, essere iscritte presso Inps e Inail e avere una posizione contributiva regolare. Inoltre non devono aver richiesto altri contributi pubblici per le stesse spese incluse nel decreto del MITE.

I professionisti, invece, devono essere in regola con gli adempimenti fiscali, il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali ed eventuali restituzioni di somme dovute per revoca di agevolazioni. Inoltre, il loro volume d’affari non deve essere inferiore al valore dell’infrastruttura di ricarica per cui viene richiesto il contributo. Nel caso di professionisti in regime forfettario, questi possono fare richiesta del contributo per un valore dell’infrastruttura non superiore a 20.000 euro.

I moduli per la domanda verranno definiti con ulteriori provvedimenti del MITE e, previa verifica della documentazione inoltrata, i contributi saranno erogati dal Ministero entro 120 giorni.Nell’ottica più estesa dei provvedimenti per agevolare la transizione verso una mobilità più sostenibile, gli incentivi per le colonnine seguono quello già approvato per le auto elettriche, il cosiddetto Ecobonus. Si tratta della misura promossa dal MISE e gestito da Invitalia (l’Agenzia dello sviluppo che si occupa anche dell’erogazione dei fondi per le colonnine elettriche) che offre contributi per l’acquisto di veicoli a ridotte emissioni. Nato per la finalità esclusivamente ambientale della riduzione delle emissioni CO2, l’Ecobonus va a integrarsi con le vigenti normative europee per la qualità dell’aria e dell’ambiente. Il suo svolgimento in 4 fasi determina un circolo virtuoso di corresponsione e rimborso dei contributi tra le imprese costruttrici, i venditori e l’acquirente finale.

L’incentivo, previsto dalla legge di Bilancio 2019, comprende diverse categorie di mezzi elettrici acquistati e immatricolati in Italia dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021.

Ci sono stati poi ulteriori aggiornamenti con il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020, il Decreto Agosto del 14 agosto 2020 e la Legge di Bilancio 2021. Dal 27 ottobre di quest’anno, inoltre, sono state riaperte sulla piattaforma Ecobonus del MISE le prenotazioni degli incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni, dopo che è stato pubblicato il Decreto fiscale che ha rifinanziato per il 2021 il fondo automotive con una somma ulteriore di 100 milioni di euro. (Fonte MISE).

Nell’ottica di promuovere una mobilità sostenibile e tradurre in azioni la riduzione dell’impatto ambientale, SIFÀ offre il servizio di Noleggio a Lungo Termine e gestione di flotte aziendali su tutto il territorio, con particolare impegno e attenzione verso soluzioni di mobilità “ecosostenibili” in linea con l’innovativo paradigma “Circular Mobility”. 

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