cittaitaliane_desk.jpg
cittaitaliane_mob.jpg

Mobilità sostenibile, il gap delle città italiane rispetto agli obiettivi 2030

4 Dicembre 2023

Nella sesta edizione del rapporto MobilitAria, per la prima volta, è stato misurato il deficit di mobilità sostenibile di 14 città metropolitane italiane, ovvero la distanza tra la situazione attuale e gli obiettivi di decarbonizzazione e vivibilità urbana al 2030. Ne è emerge un quadro che vede la maggior parte delle città italiane ancora indietro rispetto alle linee guida comunitarie.

Vediamo insieme la situazione fotografata dall’edizione 2023 dello Studio, realizzato dal Kyoto Club e dall’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche.

Il metodo

Per condurre la ricerca è stato creato un indice sintetico che include la media dei valori di cinque indicatori chiave: l’offerta di trasporto pubblico non inquinante e la quota di autobus elettrici, la densità di piste ciclabili  rispetto al numero di abitanti, il numero complessivo di veicoli in sharing ogni 10 mila abitanti, il tasso di motorizzazione ogni mille abitanti e infine la ripartizione modale attuale rispetto all’obiettivo del 65% di mobilità sostenibile (aggregando trasporto pubblico, mobilità attiva e mobilità condivisa).

Nella ricerca solamente cinque città (Bologna, Firenze, Milano, Roma e Torino) aderiscono alla missione NetZero2030 proposta dalla Commissione europea, mentre le altre – Bari, Cagliari, Catania, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Venezia – fanno riferimento al 2050, anno entro cui l’Unione Europea intende raggiungere la neutralità climatica con il Green Deal.

I risultati

Secondo l’indagine Milano è la città metropolitana italiana più vicina ai target europei di mobilità sostenibile 2030, registrando un deficit del 32%, anche grazie alle politiche messe in atto sul fronte dello sharing, della ripartizione modale e del trasporto pubblico. In seconda posizione abbiamo Firenze (ritardo del 47%), seguita da Venezia (51%), Bologna (52%), Roma (53%), Torino (54%), Napoli (56%).

Alla fine della classifica, tra le città che più si allontanano dall’obiettivo europeo di mobilità sostenibile al 2030, si trova Catania con un deficit del 76%. Un disavanzo che si aggrava ulteriormente se si considera la mobilità condivisa, ambito nel quale la città siciliana segna un deficit del 99%. Ben lontane dagli obiettivi europei di decarbonizzazione, anche Reggio Calabria (75%), Palermo (73%), Bari (71%), Messina (69%), Genova (69%) e Cagliari (66%).

Il deficit di mobilità sostenibile al 2030 complessivo e le differenze delle 14 città che emergono dal Rapporto sono evidenti. Sicuramente i Pums (Piani urbani per la mobilità sostenibile, ndr) e la loro attuazione sono lo strumento efficace delle amministrazioni per far crescere la mobilità sostenibile”, dichiara Marco Talluri, del gruppo di lavoro Mobilità sostenibile del Kyoto Club.

Le conclusioni

In generale, tra il 2015 e il 2020, nelle città considerate si è osservato un incremento significativo delle reti filoviarie; non si può dire lo stesso delle reti metropolitane e dei tram ecologici che hanno registrato solo un timido aumento. Nel 2020 la maggioranza delle flotte autobus (62%) era composta da veicoli inquinanti, con una situazione particolarmente critica a Cagliari, Napoli e Catania.

Per quanto concerne le ciclabili, le 14 città selezionate hanno in media 1,5 km di piste ogni 10 mila abitanti. Numeri molto bassi, considerando che l’obiettivo comunitario è di 10 km ogni 10 mila cittadini e che esistono città con molte più infrastrutture per i ciclisti come Helsinki (20 km) e Amsterdam (15 km).

L’Italia ha ancora un alto tasso di motorizzazione tra i paesi europei, la presenza di automobili per abitante, infatti, è aumentata in quasi tutte le città nel periodo 2016-2021. Il 2022 è stato significativo, come si legge nel Rapporto in quanto «essendo stato un anno di transizione post biennio 2020-2021, di fase acuta della pandemia da Covid-19, si è registrata una risalita della mobilità urbana. Il trasporto pubblico stenta a riprendersi dalla drastica riduzione dei passeggeri, in seguito alle limitazioni sanitarie. L’auto è rimasta la protagonista degli spostamenti urbani, non raggiungendo tuttavia i livelli del 2019 influenzati da lavoro agile e smart working».

La qualità dell’aria

MobilitAria 2023 ha anche analizzato la qualità dell’aria delle 14 grandi città italiane nel 2022 e il trend delle concentrazioni e dei superamenti nel periodo 2006-2022. Ne emerge che rispetto al 2021, in quasi tutte le città, sono aumentate le concentrazioni di biossido di azoto (NO2).  In tutte le metropoli analizzate, la concentrazione media annua del PM10 nell’anno 2022 è al di sopra dei limiti e, rispetto al 2021, si è delineata una situazione ben differenziata: 5 città del Sud vedono i valori di concentrazione in discesa e 6 le città del Nord riscontrano una risalita, Napoli e Roma non subi­scono cambiamenti. Permangono ancora diverse città che superano più di 35 volte il limite giornaliero del PM10 nell’arco di un anno.

Presentando il rapporto, il direttore CNR.IIA Francesco Petracchini, ha sottolineato che «sulla qualità dell’aria, dai dati analizzati nel Rapporto, confrontando i valori medi annui registrati nelle città metropolitane nel 2022 con i valori degli obiettivi al 2030 della Commissione europea, risulta che quasi tutte le città si trovano esposte a concentrazioni di inquinanti superiori a quelle attese. Tali superamenti si riferiscono ai limiti per il biossido di azoto NO2 e il particolato PM10 e PM2,5, che si discostano di molto dalle soglie individuate dalla nuova Direttiva europea e dai limiti raccomandati dall’OMS. Questo ci fa comprendere come le città dovranno adottare nei prossimi anni politiche di decarbonizzazione dei trasporti per il miglioramento della qualità dell’aria più lungimiranti e più ambiziose».

LOGO_CIRCULAR_MOBILITY_VERT_2.png

Team Circular Mobility

TOPICS

Potrebbe interessarti anche

alluvioni_lis.jpg

Nel 2023 in Italia più di un evento meteorologico estremo al giorno

Leggi tutto

greentech_lis.jpg

Green tech: quando la tecnologia può salvare l’ambiente

Leggi tutto

elettrico_lis.jpg

Automotive, nuove opportunità lavorative in un settore che guarda all’elettrico

Leggi tutto