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Come l’economia circolare può aumentare la reddittività di tutta la catena del valore del settore automotive del 50%: la ricerca di Accenture

2 Novembre 2022

Raggiungere la piena circolarità del settore automotive accrescerà la redditività del mercato di tutta la catena del valore del 50%. È questa la base su cui si sviluppa la ricerca pubblicata da Accenture – azienda leader a livello globale nel settore dei servizi professionali, che fornisce una vasta gamma di servizi e soluzioni nei settori strategy, consulting, digital, technology e operations – in partnership con il World Economic Forum e il World Business Council for Sustainable Development. “Driving Ambitions: The Business Case for Circularity in the Car Industry” propone infatti un nuovo modello di economia circolare che possa fungere da supporto allo sviluppo di una mobilità non solo più attenta all’ambiente ma anche più redditizia per il mercato.

Di seguito, analizzeremo i punti salienti.

“Driving Ambitions: The Business Case for Circularity in the Car Industry”: i punti salienti

Come ha affermato Teodoro Lio, Consumer & Manufacturing Industries Lead di Accenture Italia, Europa Centrale e Grecia: “Il mondo automotive sta vivendo la più profonda trasformazione dalla sua nascita, con la combinazione di elettrificazione, trasformazione dell’esperienza di mobilità e transizione verso la sostenibilità”. Proprio in questo momento di transizione è necessario che tutti gli attori della filiera debbano riformulare la propria visione strategica, modelli di business e operating model per far sì che la circolarità non solo sia la chiave per indirizzare loro verso nuove sfide, ma anche che possa migliorare la resilienza della catena del valore.

Adottare un modello di economia circolare, infatti, può essere un incentivo a ridurre i volumi di vendita delle automobili concentrando le risorse sui servizi e sul miglioramento delle prestazioni del ciclo di vita del prodotto e aumentandone la crescita dei ricavi.

In parallelo, un altro elemento della circolarità che può aiutare il settore automobilistico a ottimizzare l’intera value chain è l’adozione di modelli as-a-service che potrà migliorare l’impatto di sostenibilità e in parallelo aumenterà il value pool per veicolo.

Il modello circolare, inoltre, pone le Case automobilistiche e i fornitori nella condizione di poter superare i loro attuali modelli di business e trovare delle alternative più efficienti che ne possano addirittura migliorare la reddittività del 50% e produrre dei ricavi superiori al prezzo di vendita iniziale da 15 a 20 volte per singola unità di veicolo. Questi risultati sono però raggiungibili solo abbracciando un tipo di business “as-a-service” e di servizi di rigenerazione, riparazione e riciclo degli elementi che compongono le vetture.

Attualmente, tuttavia, il modello di mobilità più diffuso è sicuramente quello legato alla proprietà del mezzo e al suo mantenimento “inattivo” per la maggior parte del suo ciclo di vita: il maggior beneficio del modello “as-a-service” è infatti l’utilizzo intensivo del veicolo che può garantire dei vantaggi non solo dal punto di vista del business ma anche di sostenibilità ambientale.

Ciò che aiuterebbe a sviluppare in minor tempo un tipo di modello sostenibile come quello circolare, è sicuramente un cambiamento di mindset delle persone legato alle proprie preferenze di mobilità e la scelta di un nuovo approccio access-based, legato non più al desiderio di possedere un mezzo proprio, bensì di soddisfare completamente i bisogni di mobilità, che prescindono dalla proprietà del veicolo. In parallelo, questo tipo di cambiamento gioverebbe anche alla produzione e alla vendita attraverso l’efficientamento della struttura dei costi di materie prime riciclate e di una produzione più standardizzata nella modularità e nei veicoli appositamente costruiti.

Come raggiungere la circolarità: i passaggi da seguire per il settore automotive

Come ha dichiarato Pedro Gomez, Responsabile di Shaping the Future of Mobility e membro del Comitato esecutivo del World Economic Forum: “la trasformazione dei modelli di business e delle operations da lineari a circolari e la creazione di nuovo valore aziendale attraverso la circolarità rappresentano un vero e proprio cambiamento di paradigma per la maggior parte dei player. Pertanto, è necessario che tutti gli stakeholder dell’ecosistema lavorino insieme per ripensare e riprogettare le loro strategie relative alla produzione e alla supply chain, dalla vendita alla distribuzione, fino al riutilizzo, riciclo e rigenerazione dei veicoli”.

È la stessa Accenture ad aver presentato un business case in cui si delineano i diversi passaggi che il mercato automotive dovrà mettere in atto per raggiungere la piena circolarità:

  • Cambio di visione per le case automobilistiche: le case devono ampliare il proprio raggio di azione, passando da un business legato alla vendita dei prodotti finiti a uno che prende in considerazione l’intero ciclo di vita del veicolo;
  • Collaborazione tra tutti gli attori della value chain: per sviluppare un nuovo modello di business è necessario che tutti gli attori del settore collaborino tra di loro con l’obiettivo di creare piattaforme comuni per la condivisione dei dati che possano favorire l’allineamento e il coordinamento tra i vari player;
  • Sviluppo di nuove capacità tecnologiche: gli operatori della catena devono modificare i propri sistemi operativi e ottimizzare, attraverso l’efficientamento tecnologico, il ciclo di vita dei veicoli e dei componenti utilizzati;
  • Trasformazione del core business aziendale: le aziende devono sviluppare dei piani strategici attraverso la co-innovazione, le partnership, l’espansione delle attività di collaborazione o dell’intera value chain circolare (riciclo, riparazione o modelli as-a-service).
  • Cosa succederà in futuro: i possibili scenari

    Un altro elemento interessante della ricerca è la descrizione dei diversi scenari di trasformazione che un cambiamento del business proiettato verso la circolarità porterebbe all’interno della value chain.

    Un primo scenario vede i singoli player adattare gradualmente il loro attuale modello operativo alla strategia della “circular car”, dunque con una prospettiva più conservativa e sviluppata in base alle decisioni delle singole aziende.

    Un secondo scenario, invece, è più “visionario” ottenuto tramite fusioni e acquisizioni, o forti investimenti nella creazione di nuove capability aziendali. Di fatto, la transizione verso un modello economico da lineare a circolare, nei primi di 3-5 anni, avrà sicuramente un impatto sulle redditività causato dagli investimenti necessari per costruire un’infrastruttura adeguata e per sviluppare dei meccanismi tecnologici capaci di sostenere la circolarità del business. Passata questa fase iniziale, tuttavia, è stimato che la redditività non solo ritorni ai livelli precedenti al cambiamento ma che addirittura possa ulteriormente aumentare.

    Secondo la ricerca, la circolarità ha certamente un prezzo da pagare che, però, non sarà così alto come quello che si spenderebbe “rimanendo fermi” nello scenario attuale. In parallelo, un sistema circolare migliorerebbe anche le attività e i servizi già esistenti, soprattutto quelli dei settori del leasing, car sharing e mobilty as-a-service. Questi modelli di business, infatti, traendo profitto dal mantenimento della proprietà dei veicoli per l’intero ciclo di vita, naturalmente ingloberanno tutte le ottimizzazioni dei costi e dei ricavi della circolarità all’interno del business case.

    L’adozione di un modello economico circolare, infine, supera nettamente i limiti dell’attuale modello industriale del comparto automotive, poiché sposta il focus di attenzione sulla massimizzazione delle prestazioni e dei costi delle automobili. 

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    Team Circular Mobility

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