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Circular Mobility: la Responsabilità Sociale d’Impresa di SIFÀ

17 Settembre 2020

SIFÀ è un’azienda socialmente responsabile, perché integra all’interno del proprio business obiettivi e azioni di tipo ambientale e sociale, che si traducono in iniziative concrete per il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale. Ciò grazie all’offerta e all’implementazione di soluzioni di Noleggio a Lungo Termine innovative e personalizzate, progettate per cogliere le sfide del presente e ridefinire, insieme, le regole della mobilità di domani.

Cambiare l’approccio alla mobilità, promuovendo l’adozione di pratiche più responsabili, è infatti l’obiettivo strategico di SIFÀ sin dalla sua fondazione: a partire dall’analisi delle nuove abitudini connesse ai trasporti nonché delle evoluzioni a cui le città, così come gli spazi extra-urbani, stanno andando incontro per favorire spostamenti sempre più sostenibili; sino a fornire, alla luce di questa disamina, risposte e soluzioni adeguate ai clienti.

In quest’ottica, l’intera filiera dei servizi connessi all’automotive, che impatta direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla sostenibilità ambientale delle città, diventa sempre più cruciale e decisiva per fronteggiare le sfide ambientali. Il settore ha quindi, nella visione di SIFÀ, l’imperativo di ispirarsi al concetto di Economia circolare per un uso più efficiente e sostenibile delle risorse, in una visione di sistema funzionale allo sviluppo di un ecosistema collaborativo, in cui aziende leader del settore pubblico e privato e startup innovative lavorino fianco a fianco.


Il modello della Circular Mobility

Il nuovo paradigma “Circular Mobility” va in questa direzione e rappresenta, nella declinazione di SIFÀ, la cornice dentro la quale si collocano tutte le iniziative di mobilità sostenibile e di Corporate Social Responsibility realizzate in Azienda.

Il concetto di “mobilità circolare” è stato presentato da SIFÀ e BPER Banca, in collaborazione con Unindustria Reggio Emilia, il 29 ottobre 2019, presso la Sala degli Specchi del Teatro Valli di Reggio Emilia, con un evento dal titolo CIRCULAR MOBILITY - Il ciclo della mobilità tra sviluppo sostenibile e innovazione. La locuzione parte quindi dal concetto più ampio e già consolidato di Economia Circolare e prevede il coinvolgimento di tutti gli attori interessati lungo la catena del valore automobilistico: case costruttrici, fornitori di materiali, noleggiatori, gestori di flotte, gestori di piattaforme dati, chi si occupa di riciclo. Secondo la visione di SIFÀ, infatti, la mobilità del domani è un contenitore circolare, composto dalle materie prime (ovvero l’alimentazione dei veicoli), dalla produzione (le case auto), dalla distribuzione (concessionari e noleggiatori), dall’utilizzo e dalla gestione (noleggio, mobilità condivisa) e dallo smaltimento e riutilizzo (usato).

“Circular Mobility” andrà dunque a definire un nuovo modo di fare business, in ottica di Mobility as a Service.


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Come si inserisce SIFÀ all’interno del modello “Circular Mobility”?

Ad oggi SIFÀ può vantare numerose partnership e iniziative che testimoniano in modo concreto l’inserimento del modello dell’Economia Circolare all’interno delle proprie strategie di business.

  • Il tema delle MATERIE PRIME è centrale anche rispetto alla tipologia di alimentazione che si sceglie di adottare. Le materie prime possono condizionare le scelte delle case automobilistiche e dei costruttori nella progettazione dei veicoli del futuro. Oggi si parla molto di elettrico come soluzione ecosostenibile, ma perché diventi realmente la rivoluzione auspicata c’è ancora molta strada da fare, soprattutto per quanto riguarda le autonomie dei veicoli e la distribuzione dell’infrastruttura a supporto, ancora carente. SIFÀ ha colto la sfida della mobilità sostenibile come un’opportunità, facendo leva sull’approccio consulenziale ai clienti in relazione al tipo di alimentazione più congeniale alle loro esigenze, e inoltre promuovendo iniziative di mobilità sostenibile e innovativa in partnership con aziende pubbliche e private.
  • La PRODUZIONE è parte nel ciclo del valore di chi produce autovetture e progetta nuove soluzioni rispetto alla domanda di sostenibilità e innovazione. Rappresenta un tema centrale sia a livello di processi, sia come punto di contatto tra la materia prima e la richiesta del mercato, mettendo al centro gli utenti e le nuove esigenze di mobilità. La conversione di impianti produttivi per auto a motore termico in fabbriche per auto elettriche è iniziata e i target di ecosostenibilità per una produzione sempre più green sono stati individuati. SIFÀ opera in stretta sinergia con tutti i costruttori, con un focus particolare sulle vetture “green”.
  • La RETE DISTRIBUTIVA oggi assume un ruolo importantissimo. Con l’avvento del digitale e la diffusione delle piattaforme e-commerce, poi, il comparto dell’auto è interessato da un cambiamento epocale. I due attori principali della distribuzione sono concessionari e noleggiatori. Per quanto attiene i primi, il concetto “classico” di concessionario come l’abbiamo inteso sino ad oggi dovrà evolvere ed entrare a far parte sempre più di un sistema integrato reinventando il modello di distribuzione. La stessa cosa vale per i Noleggiatori che oggi, per il ruolo che svolgono, si collocano all’interno del modello come attori primari. SIFÀ, oltre ad offrire un canale diretto nel Noleggio a Lungo Termine, sia con team interni specializzati sia con canali digitali, ha intrecciato relazioni con costruttori e concessionari per avvicinare il cliente e avvantaggiarlo nella ricerca di una soluzione che lo soddisfi.
  • Arriviamo quindi al cuore del modello “Circular Mobility”, che racchiude l’utilizzo e la gestione delle auto e dei parchi auto delle aziende e della mobilità intesa come servizio (come nel caso del Noleggio a Lungo Termine). Il concetto di proprietà del bene è ormai superato, da un lato per rispondere alle esigenze di un’utenza che manifesta esigenze sempre nuove sia in funzione dell’utilizzo sia del contesto di utilizzo dell’auto; dall’altro, perché il Noleggio a Lungo Termine si pone come servizio di mobilità per antonomasia, che mette a frutto la gestione integrata delle esigenze dei clienti. Oltre al noleggio, un esempio di utilizzo e gestione dei veicoli è il car sharing che rispecchia il valore della mobilità circolare, promuovendo un modello di mobilità “condivisa” e riducendo il numero di mezzi in circolazione con evidenti benefici per le nostre città. Un modello di servizio, questo, che SIFÀ ha sposato, realizzando numerosi progetti e partnership con operatori qualificati come TPER (Trasporto Passeggeri Emilia Romagna) nell’ambito del progetto Corrente, il servizio di car sharing a flusso libero che attualmente rappresenta l’esempio più virtuoso in Italia.
  • L’ultima fase della Circular Mobility riguarda lo SMALTIMENTO e il RIUTILIZZO. In un contesto circolare il ciclo della mobilità si chiude con il riutilizzo delle materie prime smaltite. Da un lato il rinnovo e la gestione dei parchi auto consentiti dal Noleggio a Lungo Termine potrebbe instaurare una filiera virtuosa: dalle carrozzerie agli impianti di smaltimento delle materie prime, per dare loro nuova vita e reintrodurle così nel ciclo produttivo; dall’altro, parlando nello specifico del servizio di mobilità, l’esempio emblematico di smaltimento e riutilizzo è rappresentato dalla gestione dell’usato, che prevede lo studio di soluzioni ad hoc per supportare l’economia circolare non solo a livello di prodotto ma anche di servizio. Dal canto suo SIFÀ promuove per i suoi clienti queste formule: la gestione dell’usato, per permettere all’utente di ottimizzare costi e processi; il Noleggio di Veicoli usati di prima scelta, con possibilità anche di acquistare i mezzi; acquisto e rinoleggio di veicoli usati.

I Driver della Circular Mobility

Trasversalmente alle fasi elencate in precedenza, completano il nuovo paradigma della mobilità circolare quattro ulteriori elementi chiave.

Il primo riguarda le infrastrutture, che attraversano le città e gli spazi urbani. Si parla molto di “smart city” ma il tema delle strade e delle infrastrutture è centrale per supportare una reale adesione a questo modello. Per fare un esempio concreto, la transizione all’elettrico deve essere supportata da una presenza adeguata delle stazioni di ricarica che, quindi, devono essere parte dell’architettura delle città; non solo: ci sarà sempre più bisogno di una diffusione capillare sul territorio per incentivare l’utilizzo dei mezzi elettrici sulle medie-lunghe distanze.

Il secondo driver è rappresentato da tecnologie e dati, centrale all’interno di ogni fase. Sarà infatti necessario definire indicatori chiave di prestazione (KPI) e sviluppare strumenti concreti. Ad esempio, per un fleet manager che gestisce grandi flotte diventa fondamentale avere una gestione integrata e monitorata dei consumi, in quanto, attraverso la lettura critica dei dati, potrà interpretare ciascuna fase in maniera concreta e metterla a sistema per un futuro di mobilità sostenibile e innovativa.

Contestualmente non bisogna trascurare l’aspetto giuridico: leggi e manovre finanziarie sono fattori importanti che possono avere un impatto decisivo sulla filiera automotive. Possono infatti favorire la mobilità del futuro grazie agli incentivi, oppure ostacolarla tramite norme e decisioni penalizzanti.

Infine va tenuta in alta considerazione la “risposta” delle persone. Gli utenti sono il cuore della Circular Mobility, capaci di orientarne l’evoluzione con nuove aspettative ed esigenze di trasporto. Anche se non sempre prevedibili, le loro risposte ai servizi devono essere costantemente ascoltate e poste al centro dell’attenzione da parte del produttore.

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Team Circular Mobility

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